GLI ABBRACCI DI FRANCESCO

Il 10 novembre uscirà il mio nuovo libro.

20 storie più 8 extra per raccontare  il fenomeno più originale del pontificato di Francesco.

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Lui lo descrive così:

Quando uno chiama al telefono
è perché ha voglia di parlare,
una domanda da fare, un consiglio
da chiedere. Da prete a Buenos Aires
era più semplice.
E per me resta un’abitudine.
Un servizio. Lo sento dentro.
Certo, ora non è tanto facile farlo,
vista la quantità di gente che mi scrive.
Ma loro sono felici.
E io faccio il prete.

All’inizio sembrava uno scherzo, un’invenzione dei giornalisti, invece è la verità: quando Papa Francesco viene a conoscenza di una particolare situazione, prende il telefono e chiama.

Lo faceva a Buenos Aires e continua a farlo da Santa Marta.

Ma cosa succede durante quelle telefonate? Cosa succede prima? Dopo?

Questo libro lo racconta, grazie a venti storie, tutte vere, che descrivono da vicino il fenomeno più originale e forse curioso del pontificato di Francesco, e svelano cosa sia quella sua tenerezza di cui tanto si parla.

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LA LETTERA DEL DON AL BOSS

“QUANDO DA BAMBINO GIOCAVI IN ORATORIO”

Pochi giorni fa a Napoli l’arresto di un giovane boss, Walter Mallo,  28 anni, considerato il capo di un gruppo camorristico emergente nel rione Don Guanella, e dei suoi compagni.

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L’arresto del boss

Quel rione è lo stesso dove  fino a qualche anno fa ha operato don Aniello Manganiello, che oggi dal suo Facebook scrive al giovane boss: “Spesso vi siete beccati i miei rimproveri per il vostro comportamento, ma non avrei mai immaginato la vostra deriva malavitosa. Comunque, se lo riterrete opportuno, io ci sono“.

Don Aniello Manganiello, l'autore della lettera al boss
Don Aniello Manganiello, l’autore della lettera al boss

Pubblico quasi integralmente la lettera. Mi sembra un documento molto significativo sul tema della libertà di scelta, dell’educazione e della presenza della Chiesa nelle periferie, non solo geografiche.

Caro Walter Mallo, cari giovani, vi ho visti crescere, ragazzini casinari, venivate in oratorio e spesso vi siete beccati i miei rimproveri per il vostro comportamento non sempre rispettoso delle regole.

Però vi confesso che non avrei mai immaginato che nella vostra vita ci sarebbe stata questa deriva malavitosa.

Non avreste dovuto seguire i cattivi esempi degli appartenenti al clan. Fare il camorrista è scelta che non porta a nulla di buono! L’epilogo a questa vita ha due possibilità: il carcere o peggio il cappotto di legno, la bara, il cimitero, una vita buttata via!

Le scelte fatte da ragazzini, quelle violente, infarcite di prepotenze, di prevaricazioni, di offese gratuite, hanno poi generato questa scelta malavitosa.

Ma perché non vi siete guardati attorno? Perché non avete preso atto di quanti, avendo fatto la vostra stessa scelta in precedenza, sono finiti crivellati di colpi sull’asfalto nel completo disprezzo?

Sarebbe stato meglio per voi studiare, farvi una cultura, conseguire un titolo di studio, fare calcio, magari nella nostra associazione sportiva dilettantistica Oratorio don Guanella, fare amicizie sane, accontentarsi del poco, dell’indispensabile, non puntare ad avere per forza tutto, guadagnarsi da vivere con la fatica e non facendo i parassiti, succhiando il sangue alla gente.

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E invece adesso, è arrivato il conto da pagare! Si può però sempre cambiare, basta crederci ed essere convinti. Migliorare e cambiare si può. Avrete molto di meno, ma sarete liberi dentro e liberi di guardare la realtà senza paura.

Io comunque ci sono, quando lo riterrete opportuno”.

Don Aniello Manganiello