L’IRRILEVANZA DEI LAICI

La rivista Vita Pastorale mi ha chiesto un articolo sul tema dei laici. Uscito sul numero di febbraio 2020, lo pubblico di seguito.


«Meglio essere contestati che irrilevanti». Era il 2007 quando il cardinale Ruini, allora presidente della Cei, dettava al Corriere della Sera questa frase destinata a diventare un’icona. «Se ci considerassero a fine corsa ci attaccherebbero meno», aggiungeva. Dodici anni dopo il vertice della Cei è sempre sotto attacco («Vescovoni che non rappresentano l’animo dei cattolici», ha detto da ministro dell’Interno Matteo Salvini) e lo è addirittura il Papa.

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“GLI ABBRACCI” IN FRANCESE

Gli Abbracci di Francesco. Quando il Papa chiama al telefono” è uscito anche in Francia e Belgio.

S’intitola “Les coups de fil du pape François. Quand le pape appelle. Récits de tendresse“, ed è pubblicato dalla autorevole casa editrice Fidélité, la stessa che ha pubblicato anche “I Racconti di Papa Francesco” nel 2014.

“GLI ABBRACCI” IN POLACCO

Gli Abbracci di Francesco. Quando il Papa chiama al telefono” sta uscendo in questi giorni in Polonia.

S’intitola “Halo, tu Franciszek. Prywatne rozmowy Papieża“, tradotto da  Joanna Ganobis e Wojciech Bernasiewicz, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Znak.

RICORDO GRANDI PERSONAGGI

Ricordo quando d’inverno non si vendevano gelati. (Cosa ci siamo persi per anni!).

Ricordo che quando giocavamo a calcetto era tutto un “Passala! Passala!”, “Guardami! Guardami!”, “Ci sono! Ci sono!”. Campioni col sudore degli altri.

Ricordo grandi personaggi del calibro di Enzo Biagi e Federico Fellini, magnificare, con nostalgia, le case chiuse, in cui s’iniziarono alla sessualità. Ricordo che provai un grande dispiacere per loro. E in quel loro magnificare, una profonda delusione.

Ricordo i buchi della tonaca di don Oreste Benzi.

Ricordo l’angolo dei 45 giri nei negozi di dischi.

Ricordo le torte di quando ero bambino: erano fatte per essere mangiate. Quelle di oggi, mi pare, per essere fotografate.

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Sì, IO MI RICORDO

Ricordo quando a scuola mi davano l’assegno. (Il significato delle parole che cambia con l’età).

Ricordo i Puffi sul Corriere dei Piccoli.

Ricordo che Puffo con gli occhiali, nella trasposizione TV, divenne Puffo Quattrocchi. (La TV ha sempre avuto stile, non c’è che dire).

Ricordo i rappresentanti di istituto. Sopra una certa soglia di intelligenza, non li facevano mica. Sotto una certa soglia, boom! Un successo!

Preferisco non ricordare le assemblee di istituto.

Ricordo tutte le notti in cui un terremoto mi ha svegliato, e l’angosciante idea che in quel momento, qualcuno, da qualche parte, stesse soffrendo.

Ricordo l’Almanacco del giorno dopo, prima del TG1.

Ricordo una splendida rubrica di Pietro Calabrese.

Sì, io mi ricordo.