DOV’E’ LA DIFFERENZA?

Fatemi capire. Se Alfonso Signorini pubblica una foto del ministro Madia che mangia il gelato e ci costruisce sopra un’allusione sessuale, viene criticato in tutto il mondo, lui si scusa pubblicamente, e non gli viene riconosciuta la libertà di espressione.

Invece le pornocopertine religiose di Charlie Hebdo, con la Trinità cattolica in forma di kamasutra o con Maometto che chiama “merde” il Corano, quella è libertà di espressione, da difendere assolutamente, infatti tutti sono (io no) #jesuisCharlie.

No, fatemi capire.

Il ministro Madia è difendibile più della Madonna? La Madonna è offendibile più di tutti? Fatemi capire. Lo dico a quanti fra quelli che hanno commentato il mio post “Ma Charlie è un brutto giornale” (a proposito, boom di contatti ieri: in 24 ore oltre 20 mila visitatori solo per quel pezzo e qui c’è la gallery con le brutte copertine), mi spiegano che la satira  contro i simboli religiosi è LA Libertà!

Fatemi capire. Se il principio è che tutto è pubblicabile (diritto che comunque nessuno nega, meno che meno io), allora perché non lo avete  detto ad Alfonso Signorini che si è dovuto scusare?

Per coerenza ora tutti #JeSuisAlfonso (Signorini). Per coerenza.

Oppure fatemi capire.

95 pensieri su “DOV’E’ LA DIFFERENZA?”

    1. Non capisci la differenza tra una richiesta di scuse e una raffica di mitra che uccide 12 persone? Il paragone esposto in questo articolo denota veramente una pochezza d’animo e cervello imbarazzante.

      1. Infatti non mi risulta che in questo articolo si stia discutendo della correttezza o meno dell’attentato ma della qualità del giornale, che a mio parere fa schiffo. Questo non vuol dire che ciò che è stato fatto a quei poveri giornalisti sia corretto. Se nelle vignette fosse stata rappresentata tua madre probabilmente diresti anche tu mi dispiace tanto per i giornalisti ma se dovessero chiedermi un parere sul giornale direi che fa schiffo.

      2. ma lasciate stare tutte queste teorie sulla libertà che lo sanno tutti che non puoi dire quello che vuoi incondizionatamente. Condanno come tutti la strage ma domando i “liberi” pensatori: Se un vicino di casa ti viene a dirti tutti i giorni che la tua madre è p****a, cosa le rispondi? Non lo amazzi di sicuro non perche lo ammiri ma perchè sai di non avere la libertà di farlo. Ma non credo neanche , che li farai degli applausi…

        1. Io condanno ogni atto di violenza prima di tutto e dobbiamo anche vedere si e vero tutto o e 1 complotto politico la verità vieni a galla poi dopo tanti anni .ma sapete quanti giornalisti sono morti in tutto il mondo .sapete quanti bambini sono morti in guerra .pero nessuno dei politici o altri ne ha mosso 1 dito o andato in manifestazione .io sono musulmana e non accetto nessun offesa ni al progetta Mohammad e il Corano in al progetta gesu e sua santa madre questa non e liberta e provocazione

      3. chapeau.
        Ma se anche il Papa dice che ‘ad un insulto a sua madre, ti devi aspettare un pugno’ (15 gennaio 2015), capisci che qualcosa non va nemmeno nei sedicenti cattolici.
        Non era ‘porgi l’altra guancia’?

          1. Bugiardo, sapendo di esserlo…

            Il video è abbastanza chiaro, visto anche che lo mima. “…ma gli aspetta un pugno!”…che detto da un argentino, significa che se lo becca, non che se lo deve aspettare.

          2. Quel video l’ho pubblicato sul blog appena è stato messo a disposizione. E dice esattamente quello che non solo ho scritto io, ma che pure tu scrivi: “si aspetta un pugno”, che è italiano, non argentino e tutti possiamo capire. Mima il pugno? Certo, ne parla. Ma dice: “lo aspetta”, non “lo do.”
            Quindi tutti possiamo ascoltare.

          3. L’ho pubblicato il commento, e quel video è sul mio blog da qualche minuto dopo che è stato registrato. Non hai fatto uno scoop. E dice esattamente quello che dico io.

          4. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Nemmeno davanti all’evidenza. Meno male che il video si sente bene. Così chiunque si può fare un’idea.

    2. E’ semplice: si denuncia l’offesa ricevuta, si va in giudizio con validi argomenti e poi un giudice (e l’opinione pubblica) valutano e condannano. Il giudice ti condanna a fare ammenda o a pagare i danni, l’opinione pubblica ti sputtana e smette di comprare il tuo giornale. Io le riviste scandalistiche non le comprerei mai, perchè non c’è nulla da ridere e men che meno da riflettere, Charlie lo compro perchè, tra qualche volgarità fuori luogo e cattivo gusto, mi fa ridere e mi fa spesso riflettere

  1. Rosario hai pienamente ragione e hai centrato il punto della situazione. Si invoca la libertà di espressione solo quando fa comodo, quando fa scalpore e può essere strumentalizzata. E noi cristiani dovremmo essere un po più critici e soprattutto attenti e rispettosi delle nostre radici culturali e religiose. Je ne suis pas Charlie

  2. La differenza è semplice: Alfonso Signorini fa allusioni al ministro Madia solo perché è donna, e perché manca di inventiva per fare una critica seria, finendo per ridere su frasi come: “oooh come lecca bene il gelato”.
    Le vignette di Charlie non sono così. Ho letto molti commenti parlare dei disegni, delle immagini, che è come dire che la satira di Crozza non ci piace per i costumi che usa.
    Oltre ai disegni la satira è fatta di frasi, come il titolo dell’immagine riportata: “matrimoni gay: monsignor xxxxx ricordi che ha tre padri”.
    Ecco dove nasce la satira religiosa, nel coprire di ridicolo gli uomini che usano il loro credo per ledere diritti altrui, che fanno della loro religione una forza politica. Non un insulto alla religione, anzi un servizio che uomini non credenti le fanno. Perché se Charlie Hebdo, Vauro, Forattini e tutti i disegnatori/giornali satirici riuscissero nel loro sogno avremmo molti più disegni sporchi, ma molti più uomini puliti.

    1. sono totalmente d’accordo con D., qui sopra, e la inviterei, caro signor Cariello, a fare anche un’altra riflessione: il ministro Madia esiste al di là che uno possa credere nella sua esistenza oppure no (cosa che non si può invece dire di dio, ad esempio), il ministro Madia non promuove la sottomissione della donna, né ha promosso nel corso della storia roghi, discriminazione, guerre, cose che la chiesa ha allegramente fatto per 2000 anni. la differenza è sottile, glielo concedo, nondimeno evidente a mio parere.

      1. Se si dovesse seguire il suo ragionamento, caro Andrea, non dovrebbe esistere la satira politica, visto che i politici esistono, al di là di qualunque dubbio. Per quanto riguarda la sottomissione della donna, roghi e luoghi comuni vari, lei continua ad accreditare visioni distorte e parziali delle cosiddette leggende nere. È sufficiente leggere qualcosa di Santa Caterina da Siena, Santa Teresa d’Avila, Edith Stein e saggi di storia di laici come Cardini o la Montesano per rendersene conto.

      2. anche il Papa esiste, o il Mons xxx esistono eccome. E perché uno è uomo religioso o politico … si ha diritto di prendere in giro?
        le istituzioni … dovessimo fare la storia di tutte le istituzioni non so chi si salverebbe. E leggere la storia unicamente da un ostro punto di vista è fuori di dubbio … antistorico.
        ma la chiesa è l’unica ad assumersi le proprie responsabilità. La rivoluzione francese ha fatto pochi morti? Mao ha fatto pochi morti? I figli della Sorbona (Pol Pot) ha fatto pochi morti in Cambogia? …
        Io lotto per la libertà di tutti. Ma lotto anche perché io nella libertà possa sentirmi rispettato, non violentato, ridicolizzato nelle mie cose più care …

    2. Gentile D., cosa c’entra l’insulto alla SS. Trinità con il diritto di alcuni vignettisti di criticare la Chiesa sui matrimoni omosessuali? Se a Signorini manca inventiva, anche qualche vignettista ne risulta sprovvisto. Vorrei inoltre ricordare che Signorini, le cui indole e sensibilità non sono proprio da “machista”, ha negli anni usato lo stesso stile di “humour” pure con uomini, ma nessuno ha osato criticare…

    3. Mah… sinceramente non è che le vignette di Charlie Hebdo siano tanto più profonde. Questo ovviamente è solo un giudizio di valore e spero sia chiaro a tutti che una brutta vignetta non si deve né censurare né mitragliare, ma casomai recensire negativamente.

    4. La capacità di disegnatori e persone intelligenti in genere, sta nel sapere dove fermarsi (per non offendere la sensibilità di nessuno) ma, soprattutto, avere alternative valide nell’esprimere un’opinione. Intendo dire: si poteva esprimere quel concetto con un disegno differente? Qui sta l’intelligenza, che, ahimè, non tutti hanno…..

  3. Strano che lei non la veda… una è una foto, l’altra un disegno.
    Il significato della foto del giornale è abbastanza chiaro… ma lei è sicuro di aver capito la battuta su Moneigneur Vingt-Trois? di averla collocata storicamente? linguisticamente? culturalmente?

    1. Il mezzo (foto o disegno), storicamente e attualmente, non è assolutamente dirimente nella questione della satira. Le domande che poi pone Lucio sono tecnicamente retoriche e leggermente provocatorie, quindi prive di senso autentico, frutto di debolezza argomentativa.

      1. A proposito di debolezze argomentative. Lei, Stefano, lo sa chi è Monseigneur Vingt-Trois? (collocazione contestuale) Che cosa ha detto sul matrimonio omosessuale all’epoca in cui la vignetta è stata disegnata? (collocazione temporale) cosa significa Vingt-Trois in francese (collocazione linguistica)?
        E’ in grado di rispindere a tutte queste domande?
        Venendo invece alla foto… una foto entra nel privato di una singola persona, ha una rilevanza giuridica chiara e quindi la differenza foto-disegno è dirimente eccome.
        Inoltre per capire il senso della “battuta” stupida che sta sotto a quella foto, c’è solo da sapere cos’è una fellatio… Non si avvicina neanche lontanamente alla profondità culturale che sta dietro una vignetta satirica. La trova un’argomentazione un po’ più forte adesso?

  4. Guarda, la differenza è molto semplice: la foto sul giornale di Signorini non è satira. Al più è un (meschino) attacco sessista ad un avversario politico del suo editore.

    Le vignette di Charlie Hebdo invece lo sono.

    Sostenere qualcosa di diverso equivale ad avere il prosciutto sugli occhi.

  5. Lo vignetta in questione, come detto anche nell’altro post (sappia comunque che trovo sgradevole il fatto che si bei della visibilità guadagnata) è una critica a delle dichiarazioni di Monsigneur Vingt-Trois contro i matrimoni omosessuali.
    Ha un concetto di fondo ben preciso (condivisibile o meno), non è affatto un vuoto insulto, come invece lo è quello di Signorini, contro il quale tra l’altro non ho provato astio o desiderio di censurarlo.
    Semplicemente, quella del settimanale francese è Satira (forte, fortissima, sicuramente anche provocatoria), quella di Signorini al più comcità di bassa lega, con allusioni sessuali fini a se stesse e mi stupisce non tanto che l’abbia fatta, ma la reazione spropositata che ha scatenato.
    Lungi da me voler “spiegare” e contestualizzare il lavoro dei vignettisti morti, semplicemente mi pare doveroso chiarire che non sono riducibili a mere offese, ci fosse stata in copertina una Madonna in pose equivoce con solo una bestemmia come sottotitolo, sarei d’accordo con voi, non si sarebbe trattato affatto di satira, ma così non è, visto che ci sono titoli, contesti e articoli che ne definiscono in maniera evidente la collocazione, dalla quale non si può prescindere.
    A scanso di equivoci, tutto questo non vuol dire che non potesse essere ritenuta comunque offensiva e di cattivo gusto, semplicemente non si tratta di materiale “stupido” e “gratuitamente volgare”.

  6. Gentile Da,
    Capisco benissimo quanto intende. L’insulto alla Trinità, o la raffigurazione di Maometto d’altra parte, sono offese importanti alla religione dei credenti delle relative religioni. Ma mi permetta un’osservazione: sebbene non mi piaccia citare Wikipedia come fonte di informazione, la pagina sulla satira evidenzia già dai primi paragrafi la stretta connessione con lo spirito “carnevalesco”: concetto ben diverso dalla festicciola odierna, nato dai “carmina fescennini” se non ricordo male, le celebrazioni tutte romane in cui ci si lanciavano i più turpi insulti come atto propiziatorio per il nuovo anno. Da ciò viene in prima analisi Plauto, sicuramente, con la sua comicità tutta frutto di doppisensi e velate accuse alla società, che in questo modo rideva di se stessa; ma anche Petronio, Seneca, Marziale nelle loro dirette accuse al potere.
    Nel tempo a questo spirito carnevalesco si è aggiunto, almeno a mio parere, il senso del grottesco spiegato magistralmente da Pirandello nei suoi scritti: il divertente che fa riflettere profondamente.
    Tutto ciò per dire che quando Signorini inneggia alle abilità orali del ministro Madia si fregia di una comicità veniale, legata, se proprio vogliamo buttarla sugli influssi, ancora ai fescennini, con un intento certo meno nobile. La satira di Charlie Hebdo è certo offensiva, ma prettamente grottesca nel senso pirandelliano, cioè mira a scandalizzare ma soprattutto a far riflettere.
    Probabilmente prima mi sono spiegato male: non voglio negare il diritto dei credenti di offendersi, di infastidirsi; ma nemmeno quello dei vignettisti di servirsi dei concetti anche sacri per veicolare la propria satira.
    Anche perché penso vada inteso come mezzo per schernire l’uomo, non come insulto al Dio: personalmente ritengo la vignetta molto arguta come risposta ai discorsi sulla famiglia “normale”, un po’ come il ricercatore della Normale di Pisa che durante una protesta sullo stesso tema mostrò un cartello con scritto: “Madonna, Giuseppe e Spirito Santo. Vi sembra una famiglia normale?”.

    Detto ciò ripeto, non vogli o negare il diritto di nessuno a scandalizzarsi. Voglio negare però con decisione che un giornale satirico, che cerca di veicolare idee, giuste o sbagliate che siano, ma comunque idee (mi riferisco ad esempio ai matrimoni omosessuali in quanto ripeto non credo fossero veicolate idee di odio religioso) sia paragonato a un Signorini che riduce la critica politica a mere allusioni sessuale prive di polemica ideologica di alcun tipo.
    Si parli poi del perché le allusioni alle donne siano insulti mentre quelli agli uomini no, e si parli degli eventuali limiti alla libertà di espressione relativi al caso CH, ma, per favore, non ci si chieda dov’è la differenza.

    1. Madonna, Giuseppe e Spirito Santo È la famiglia normale! Lo Spirito Santo è il “propagatore” della volontà di Dio tra gli uomini………ridurlo a “componente” di uno squallido “triangolo” risulta, a sua volta, alquanto squallido.

  7. Bravissimo! Tra l’altro, su Berlusconi fu pubblicato pure di peggio, eppure nessuno fu mai obbligato a porgere scuse, anzi! Eppure Berlusconi non era un semplice ministro ma il capo del governo…..MAH!

  8. la differenza tra le due cose è che alfonso signorini sta in Italia e charlie Hebdo in Francia che è un paese + laico.. in ogni caso penso che questo giornale sia esagerato..

  9. non ripeto le giuste osservazioni che la potrebbero aiutare a capire, aggiungerei che è importane che lei ed il mondo religioso, in particolar modo quello monoteista, abbia la capacità di accettare la libertà di coscienza e di espressione in ogni forma sui dogmi della religione, come un diritto morale e politico e non come si vorrebbe prigione morale e sociale di una religione dogmatica, idiomatica et ogni tanto totalitaria; i variegati portatori di presunte verità assolute ed impositrici hanno comportato guerra e distruzione, lasciate che il diritto alla satira dissacri o sberleffi quelle verità che non sono altro che stratagemmi politici.

  10. 1) La Madia è una persona esistente, la madonna è morta da parecchio e, in ogni caso, non credo che si offenderà per delle vignette

    2) Personalmente sono per poter pubblicare entrambe le cose.

  11. Rosario, signorini ha preso una serie di foto e ci ha costruito una manipolazione denigratoria, orientata a screditare qualcuno per politici. Non c’è una libera espressione creativa. Ma in una società democratica può esistere anche un Signorini. Non si capisce dove tu voglia arrivare.
    Può essere che qualcuno giudichi satira pure quella, liberissimo. Ma, in una società libera, viene criticato, come si criticano tante altre cose. E infatti qualcuno critica pure Charlie. Ma questo cosa c’entra? Dimostra solo che ognuno ha le sue idee. Il fatto che Charlie abbia pubblicato vignette orrende nulla toglie a ciò che è stato fatto.

    1. d’accordissimo, personalmente, ma al decoro e al rispetto del credo altrui c’è (o forse, farei meglio a dire c’era) un limite…

  12. Ma noi cristiani che segnale di identità stiamo dando??? I musulmani, appena gli toccano anche solo da lontano il Profeta o il Corano, esplodono… e noi??? che razza di credo professiamo??? ci siamo spenti proprio nella culla della cristianità? chi è Gesù per quelli che si ritengono Charlie??? chi è Dio??? chi è la Vergine Santissima??? GESU’ FU CHIARO E SCANDALIZZANTE AI SUOI TEMPI, FIGURIAMOCI SE TORNASSE ORA SULLA TERRA: O CON ME O CONTRO DI ME! da questo possiamo trovare una chiave di lettura OBBIETTIVA della realtà di questi giorni… che squallore, che degrado… dal basso dei miei 27 anni (che vivo con molta semplicità e ottimismo nonostante tutto) vorrei capire anch’io, Rosario…

  13. La differrenza è enorme. Mettere in dubbio o ridicolizzare un’idea, seppur in maniera dissacrante non è per nulla paragonabile a pubblicare vignette offensive che giocano con la vita delle persone rafforzando stereotipi o diffondendo menzogne palesi. Offendere le persone non è la stessa cosa che ridicolizzare le idee. Le persone hanno diritto al rispetto, le idee no. Soprattutto quelle che portano a uccidere qualcuno che non la pensa come noi.

  14. Iniziamo dalle analogie: entrambe le cose sono state liberamente pubblicate, senza nessuna censura, multa, ecc… Chi ha voluto ha comprato quei giornali e li ha letti. Chi ha voluti ha criticato quei servizi/vignette, anche aspramente.
    Differenze: uno dei due si è vergognato del servizio fatto (o ha finto di vergognarsi) e ha chiesto scusa (non era obbligato a farlo ovviamente). Gli altri sono stati ammazzati.

  15. Se Signorini volesse pubblicare sul suo giornale un altro articolo di pessimo gusto sarebbe “libero” di farlo come è stato “libero” di chiedere o meno scusa per l’articolo sulla ministra.
    Charlie non è più “libero” nemmeno di chiedere scusa a causa dei colpi di kalasnikov che lo hanno zittito per sempre.
    La differenza è la LIBERTA’ negata a colpi di kalasnikov contro le pressioni delle “libere” opinioni.
    Chi non vede questa differenza ha seri problemi di vista e non ha proprio capito cosa vuol dire “je suis Charlie”.

    1. Il confronto non è con quanto è accaduto in Francia, ovviamente, ma con il nostro concetto di libertà di espressione. Signorini è stato criticato, anche giustamente e aspramente. Le vignette sono diventate intoccabili. Lo capisco: sono diventate un simbolo. Ma i simboli non s’impongono. Grazie per il suo intervento.

  16. mah lo capisce anche mio figlio di 8 anni qual’è la differenza.
    Basta leggersi la definizione di satira e quella di privacy.
    Una è una foto che allude sessualmente riguardo un’azione normalissima, quindi non solo è violazione della privacy ma costruzione di una realtà che non c’è.
    L’altro è un disegno.
    Non so mi sembra talmente elementare…

    1. Quindi a parer tuo siamo liberi di “offendere” tutti i credenti poiché tu sei ateo?quindi io devo subire le tue offese e tu hai il diritto di offendere.

      Però se io disegno vignette “satiriche” con nonni defunti o parenti defunti in quelle posizioni(che quindi non possono sporgere querela) sarebbe una “libertà” non un’offesa?

      Magari scriverei “non ci sono certezze che esistano per davvero, non possono sporgere denuncia”..

      Offendere non é mai una libertà. La libertà di pensare é si una libertà ma il pensare di offendere é cosa ben diversa.

  17. ….la religione è una cosa seria, chi prende in giro una cosa seria farà arrabbiare altre persone, il rispetto per le cose serie è molto più importante di qualsiasi libertà pretesa….. le vignette di quel giornaletto comunista non sono nemmeno disegnate bene, pretendono rispetto di poter esercitare una libertà che non sanno nemmeno di doversi guadagnare con il rispetto verso coloro i quali sono bersagli della satira…. solo per vendere un giornale? la libertà di espressione è doverosa solo se si scrivono verità, e riflessioni verificabili ma per questo non dovrebbero mai essere irriverenti o sporche….. io ho visto delle vignette sporche in questo giornale, di una satira rossa, e sporca…. volersi prendere gioco di una religione delicata come quella musulmana è da irresponsabili e ottusi…. sono nato cattolico e non lo sono più, ma se un disegnatore mi avesse fatto vedere la santissima trinità disegnata come ho visto e mi avesse chiesto se mi sarebbe piaciuto o divertito vederla pubblicata …beh… gli avrei detto gentilmente che forse sarebbe stato meglio che si fosse trovato un vero lavoro…. e se avesse insistito riparandosi dietro alla libertà di espressione con il pugno alzato…. beh… allora lo avrei anche guardato con pietà e rassegnazione e gli avrei anche risposto male….. d’altronde come poter ragionare con gente del genere…. purtroppo sono morti…. è mi spiace per le loro vite…. ma sono morti per una libertà di espressione che possiede un doppia lama, è stavolta ha tagliato da entrambi i lati…. io non sono quel giornale perchè io rispetto tutti e soprattutto tutte le religioni…. e non pretendo nemmeno di aver ragione in petto ad una libertà che faccio fatica anche a comprendere e che per questo , alla fine, mi si ritorcerà contro…. rispetto signori, prima di tutto impariamo il rispetto….

  18. La libertà.
    In suo nome si sono fatte guerre. Hanno ucciso. Hanno volgarmente cambiato il suo significato. Cos’é la “libertà”?
    È libertà potere stampare su un giornale “il Signor Tizio é un cretino?”.
    É libertà poter dire “il tuo Dio é xxxxx”.
    Comprendiamo tutti che se fosse un “diritto” poter offendere liberamente il Dio di un credente ci sarebbe una categoria con meno diritti di altri.in particolar modo il “bestemmiatore satirico” (perché a parer mio sono bestemmie quelle del giornale charlie hebdo) ha diritto di offendere con delle bestemmie i credenti di qualunque religione. Se io offendo con delle vignette offensive madri e padri di qualcuno scrivendo nome e cognome (a meno che non siano personaggi noti )vengo denunciato.
    La satira é scherzare, giocare sui fatti senza cambiarne però la realtà. Oggi é facile fare satira offendendo. Ma questa non é satira. La satira dice la verità non verità a “parer nostro”. Non é un modo di essere liberi di offendere se sei ateo.
    Condanniamo tutti il terrorismo ma io sono dalla parte dei miei fratelli credenti. Io credo e non obbligo nessuno a credere in Dio. Ma il rispetto per la mia religione e quella di ogni altro individuo é sacrosanto.
    Io sono libero di credere e di non essere offeso.
    Questa é la mia libertà.

      1. Ma perchè devi raccontare balle. Un sacco di gente contesta Charlie, che ha subito in passato anche svariate denunce. Non è vietato criticare Charlie, o denunciare Charlie. E’ vietato sparare alla gente.

  19. Dov’è la differenza ?

    A sinistra un giornale che da’ della donnaccia a un ministro solo per fini politici, giornale prezzolato dal suo padrone Berlusconi, l’unico scopo dell’articolo è distruggere l’immagine di un avversario al fine di guadagnare possibilità per ritornare al potere, potere che serve solo per fini personali.

    A destra un giornale che prende soldi solo dai suoi lettori, che ha come scopo quello di combattere l’imbecillità, il razzismo e il fanatismo. Charlie Hebdo non ha mai insultato Dio, Allah, Maometto, Gesù, Budda, ha solo sempre preso in giro i fanatici che usano la religione come paravento per le loro azioni imbecilli.

    Danno fastidio? Certo, tutte le persone libere danno fastidio, alcune delle loro vignette non mi fanno ridere, non per questo chiedo che non vengano pubblicate, nessuno mi obbliga a leggerli. Però tutte fanno riflettere chi ha un minimo di cervello.

    Lei Rosario Carello non sa nulla, o fa finta di non sapere, della storia di Charlie Hebdo, non sa che ogni vignetta e articolo si riferisce all’attualità e che va letta nel contesto delle notizie e dei dibattiti di società che l’hanno preceduta. Lei prende un disegno fuori contesto e lo critica, assegnandogli dei significati a suo uso e consumo.

    Quando Charlie Hebdo fa delle vignette a sfondo sessuale su un monsignore o sul papa, io mi devo scandalizzare della vignetta perché ridicolizzano un simbolo o mi devo scandalizzare di una chiesa che per anni ha coperto lo scandalo dei preti pedofili? Quando pende in giro quelli che predicano bene e razzolano male mi devo scandalizzare per il giornale o per i cardinali con l’attico da centinaia di metri quadri?

    La vignetta DEVE dare fastidio, dando fastidio obbliga a riflettere.
    Le consiglio di leggere (in francese) un po’ di materiale sulla storia e l’impegno di questa testata, vedrà che hanno sempre combattuto l’intolleranza, il fanatismo, il razzismo, l’ottusità. Si può dire lo stesso di Alfonso SIgnorini? E’ lì la differenza…

    1. Stia sereno che conosciamo bene la storia dell’editoria. Ma al contrario di quello che lei dice, esattamente al contrario, Charlie sceglie simboli religiosi per ottenere la massima deflagrazione possibile e le proteste hanno sempre fatto parte del gioco. In ogni caso, non parlo di censure, chiusure o multe. Condanno l’attentato senza se e senza ma e critico le vignette. Si può fare? Grazie per il suo intervento.

      1. Lo stai facendo. Qualcuno te l’ha impedito? Sei stato censurato? Sei stato denunciato? Qualcuno ti ha sparato? Certo che si può fare, lo dimostra il fatto che lo stai facendo, e nessuno te lo impedisce. Quindi qual è il problema?

          1. La devi ribadire? Boh, in non capisco. La devi ribadire perchè? Ci sono un milione di post su facebook, di dichiarazioni sui giornali, ecc… che dicono che quelle vignette fanno schifo, che la libertà “vera” non è la libertà di essere blasfemi, ecc… il mondo in cui è vietato criticare Charlie te lo sei inventato tu per fare la vittima, perchè nella realtà non esiste.

  20. La differenza!?!? Che Alfonso Signorini non é stato ammazzato per quello che a fatto, è stato “costretto” a scusarsi! Pur non condividendo moltissime delle copertine di Charlie Hebdo non si può permettere che si ammazzino persone!!! Chi pensa il contrario è pericoloso tanto quanto i terroristi.
    Devi vergognarti per questo articolo che hai scritto.

    1. Vergognati tu che non l’hai letto e ne parli con arroganza. Non è in discussione la condanna alla strage e nemmeno il diritto all’espressione. Ma c’è una domanda che pongo in quel pezzo: la libertà di espressione ha limiti? Signorini li superò? Charlie? La libertà di espressione si ferma davanti a islamofobia, omofobia, cristianofobia, sessismo? Il pezzo si chiude con “fatemi capire”. Si può scrivere tutto ciò o è vietato?

  21. mah… io la vedo diversamente : il giornale di Signorini e quello di satira ci campano su queste cose. La gente, i consumatori, comprano l’uno o l’altro perché trovano tali servizi piacevoli e condivisibili, a mio avviso, le leggi di mercato fanno il resto : fai qualcosa che piace, vendi e cresci. Fai qualcosa che non piace, sopravvivi o chiudi. Pare che Charlie Hebdo sopravvivesse soltanto. Ora, dove non arriva il mercato ovvero nella tutela dei diritti delle persone/istituzioni c’è la strada giudiziaria da percorrere per ottenere un risarcimento al danno subito, nel caso di Signorini, egli ha ritenuto più conveniente e furbo scusarsi ( ..tanto le copie le aveva già vendute!). In tutto ciò non c’è e non ci deve essere, a mio avviso, spazio per la censura di nessun tipo, perché chi decide cosa censurare e cosa no? In base a quali principi? sono tutti condivisibili o alcuni potrebbero tutelare maggiormente uno piuttosto che un’altro ? Perché oggi discutiamo di Islam e confessioni religiose in genere ma domani, chissà, qualcuno potrebbe considerare discriminatorio non applicare le stesse regole a gruppi politici, lobby economiche o gruppi di opinione di vario genere e natura…

  22. Ho letto con interesse il post di Rosario Carello che si domanda perché la Madia sia “meno offendibile” della Madonna. In effetti è una domanda molto interessante e credo che dieci persone darebbero dieci risposte diverse.

    Io credo che semplicemente si siano verificate delle contingenze storiche: in Italia il caso Signorini è caduto in un momento propizio affinché si creasse un movimento di opinione di condanna, mentre le critiche francesi a Charlie Hebdo hanno sempre avuto un successo limitato perché… boh, forse perché molti francesi hanno risposto con un’alzata di spalle perché in realtà non è che gliene fregasse molto.
    Il fatto che qualcosa abbia o meno successo non signifca che sia valido o meno: perché le scie chimiche sarebbero meno bufala della tera piatta? Eppure hanno avuto più successo.

    Ragionando in astratto, sia Signorini che Charlie Hebdo dovrebbero esser liberi di pubblicare, ma ovviamente chiunque si senta offeso dovrebbe poter sporgere denuncia per diffamazione e qui scatta il problema concreto: dove finisce l’offesa? Posso insultare il signor Pinco Pallino, privato cittadino? Posso insultare un movimento di idee o uno stile di vita (es: i vegetariani)? Posso insultare un personaggio storico (es: Girolamo Savonarola)? Credo che non esistano risposte assolute, ma sfumature che variano col contesto e la sensibilità individuale, anche perché ciò che per me è una critica per un altro è un insulto sanguinoso.
    Un esempio concreto è il caso dell’amore fra persone dello stesso sesso: la redazione di Charlie Hebdo considerava un insulto mortale alla dignità umana la negazione di tale amore e pertanto rispondeva ad insulto con ridicolizzazione; al contrario, chi considera l’amore omosessuale come illeggittimo non percepisce la propria posizione come offensiva, ma percepisce solo l’insulto altrui: un’esclation da cui è difficile uscire.
    Tornando a Signorini: considerava egli l’atteggiamento della Madia come offensivo nei suoi confronti? Forse si, per questo ha risposto ad offesa con offesa. Oppure no, in tal caso la sua offesa non ha giustificazione.

    Io penso che Signorini abbia suscitato una ondata di sdegno solo per un caso fortuito e non perché fosse più offensivo di Charlie Hebdo. Poi non so, è difficile avere certezze: alcuni le hanno, io no.

  23. La differenza la fa il pulpito. Dei coglioni, fanno orrende caricature che in pochissimi leggono
    Un gossipparo non trova di meglio che far pensare al p***** che potrebbe fare una donna.
    Gli uni, stile non l’hanno e non lo vogliono,
    l’altro ha fatto una incauta scivolata di stile
    Consiglio vivamente William Shakespeare: MISURA PER MISURA

  24. Lungi da me difendere l’uno o l’altro, ma la differenza è semplice: il mensile CHI non è una testata satirica, Charlie Hebdo (che mi fa cacare), si. Quell’articolo era un chiaro ‘attacco’ alla persona, (come il servizio del tg mediaset sui calzini del giudice che stava seguendo un processo Berlusconi). Più vai avanti, più ti rendi conto che non vi è proprio chiarissimo il concetto di satira.

      1. ascolta: secondo la tua teoria, il Corriere della Sera potrebbe mettere foto porno in prima pagina. Se lo facesse, sai che putiferio? “Le Ore” può, il Corriere no. Perchè?

  25. La libertà di espressione francese è qualcosa che qui in Italia non esiste. E quindi non la possiamo ne concepire ne capire. Qui Signorini si è dovuto scusare perchè “una certa” libertà di espressione non è tollerata. Se il pesso lo avesse pubblicato in Francia non avrebbe dovuto scusarsi con nessuno perchè lì, c’è una libera circolazione di opinioni che qui non ci sognamo nemmeno.

    1. Ma io mi riferisco all’Italia. A chi parla qui di libertà per Charlie e poi fa il moralista con Signorini. Non difendo nè uno nè l’altro, constato un doppiopesismo. Grazie per il suo intervento.

  26. Uno è un giornale di satira (anche a me non piace) ma non credo che si debba morire per avere uno stile (che io non condivido). Ma #jesuischarlie per affermare un diritto, non perchè mi piace Charlie Hebdo. Ci sono strumenti per colpirlo se manca di rispetto a qualcuno e non credo che non abbiano mai subito querele o pagato ammende per diffamazione. Se un giornale non ti piace non lo compri e se non lo compra nessuno chiude. L’altro dovrebbe essere un giornale di informazione popolare (che a me non piace) e ha uno stile che credo di essere libero di criticare.
    Signorini non rischia la vita… Quelli di Charlie Hebdo sono morti.

    1. Non chiedo censure, chiusure, multe, condanno l’attentato senza e senza ma e critico le vignette. Fatta questa premessa, io non sono Charlie perché quello stile, di cui tu parli, è il contrario della libertà di espressione. Grazie per il suo intervento.

  27. Penso che quella di Charlie non è libertà di stampa. La libertà non è essere triviali. Ma di quale libertà stiamo parlando? Io non mi sento offesa per quelle immagini, sono solo disgustata per la bassezza delle immagini. Bassezza? Ma non dicono niente. Il gusto dello stupido per lo stupido. Peccato però che ci accorgiamo di Charlie e delle sue cavolate solo dopo il dramma dei giorni scorsi.

    1. Certo CH pubblica cavolate! Sicuro che in Italia siamo meglio! tra novella 2000, i soliti film volgari dove si vedono solo tete e culi….. Ma è vero che l’italiano medio capisce solo quello con il suo QI da triglia!

E tu che ne pensi?