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Treni, ne hanno combinata un’altra

La settimana scorsa scrivevo dei nuovi treni NTV che fermano a Salerno e tagliano l’Italia in due, nuova occasione persa di sviluppo.

Certo, anche i Frecciarossa di Trenitalia fermano a Salerno, e Trenitalia non è una neonata azienda privata.

Avevo poi scritto che quando mi capita di andare da Roma a Milano, mi fanno viaggiare su treni moderni e veloci, ma quando vado da Roma a Lamezia Terme mi ritrovo su treni catorci, a pagare come Eurostar i Pendolini di 15 anni fa, sporchi, unti e bisunti. Ho viaggiato senza riscaldamenti d’inverno, senza aria condizionata d’estate (e con i finestrini che non si aprivano), una volta addirittura senza luce. Ovviamente pagando.

Poi Michele Santoro ha raccontato a Servizio Pubblico perchè Trenitalia ha tagliato i treni dal Sud al Nord, nonostante fossero pieni e ha documentato che per andare da Crotone a Lamezia Terme (105 KM),  occorresso 5 ore, un treno e un pulman.

Bene. Cioè male. Ed ora Trenitalia ne ha combinata un’altra che il Corriere della Sera spiega così: se fai i biglietti per la nuova seconda classe dei Frecciarossa (la cosiddetta Standard), non puoi uscire dal tuo scompartimento per raggiungere il vagone bar/ristorante. E’ vietato. Devi stare buono al tuo posto, vedere gli altri che vanno a mangiare, ma tu no. Il Codacons dice: «Le deportazioni sono finite». E invece no.

L’articolo del Corriere è qui.

 

Treno nuovo, Italia vecchia

Dal 2012 partirà il nuovo treno che farà concorrenza a Trenitalia. Si chiamerà Italo, la nuova società è la NTV, di proprietà di Montezemolo e Della Valle. Un treno nuovo, un nuovo concetto di viaggio su rotaia, tutto modernissimo. Bene, ci voleva! Ma c’è un ma. Come potete vedere dal disegno, scaricato direttamente dal sito www.italotreno.it (il link esatto è qui), il treno ferma a Salerno.

Tocca invero pochissime città. Ma più o meno un certo giro d’Italia, a suo modo, lo fa. Poi però arriva a Salerno e stop. Niente Basilicata. Niente Puglia. Niente Calabria. Niente Sicilia. Niente Sardegna. Ora già mi aspetto il solito furbo che scriverà: «Sono privati, vanno dove conviene». Figurarsi, ci siamo abituati, lo fa quasi anche Trenitalia, visto che ogni volta che prendo un Eurostar per Milano è un gioiello e quando lo prendo per Lamezia è un catorcio. Pur pagando la stessa cifra.

Però questa cartina geografica che considera stati esteri invalicabili la metà delle regioni italiane è uno schifo.  Lo dico sul piano estetico: il viaggio di Italo, il suo tracciato, è uno sgorbio, una specie di Y con l’artrosi.

Ma lo dico anche sul piano della giustizia. Se sotto Salerno l’Alta velocità non esiste. Se ora il nuovo treno Italo ha fissato lì le sue Colonne d’Ercole. Se in fatto di infrastrutture, specialmente ferroviarie, il Sud è lasciato a secco, attraverso quale categoria dello spirito si spera che possa rialzarsi?

Ma il fatto che quest’Italia sgorbia, disegnata dal percorso di Italo, non abbia offeso o scandalizzato nessuno, la dice lunga su come siamo anestetizzati e rassegnati.

Rosario Carello

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