
Scrivo il dolore che mi ha fatto ieri leggere sui giornali di quella collega napoletana, giornalista de Il Mattino, Mary Liguori, che, inviata dal suo giornale dopo un omicidio a San Giorgio a Cremano, ha scoperto che una delle vittime era il padre, persona perbene, uccisa perché testimone.
Siamo abituati a tutto e tutto ci passa addosso facile. Siamo convinti che la lotta alle mafie è vinta e viviamo il riposo dei giusti. Ma a Napoli si muore così: nell’indifferenza di chi ha visto (zero testimoni alle 18.30 in una zona affollata) e di chi non ha visto (il resto del Paese).
Scrivo il dolore ma anche una domanda: che sta succedendo a Napoli? Tra spazzatura incontrollabile, morti come al Far West e quell’altra assurda storia: la vicenda della ragazzina rimasta chiusa tra le porte del bus, mentre scendeva, e trascinata per centinaia di metri. Morta pure lei, vittima di un’altra disattenzione.
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Un mese dopo aver scoperto che a L’Aquila certi palazzi erano costruiti con la sabbia, viene fuori che in Calabria coi veleni, non con la sabbia, hanno fabbricato scuole, parcheggi e un aeroporto. I veleni sono zinco, piombo, arsenico, indio, germano e mercurio in una quantità vicina alle 350.000 tonnellate. Provengono dalla fabbrica Ex Pertusola, zona industriale di Cotrone, e andavano smaltiti come legge prevede. E invece nel 2008 sono finiti in grandi e piccole opere pubbliche in costruzione. Secondo il “Rapporto 2009 Ecomafie” di Legambiente tra queste ci sono anche 2 scuole a Crotone e una a Cutro (vicino Crotone). Ma l’elenco è molto più lungo.