STORIE D’ESTATE. Non è più W la mamma

allattamento_A Madonna di Campiglio crea scompiglio una mamma che allatta, ci tiene a dire «discretamente», la bimba di 5 mesi.

L’hotel a 4 stelle, attrezzato pure per i cani, va in crisi per un gesto naturale.

Nell’estate delle escort di lusso non c’è più spazio per W la mamma.

Quanti secoli fa la canzone di Bennato era l’hit dell’estate?

Tutti i dettagli di una storia che ha umiliato una famiglia di Bergamo.

 

MARISA FUMAGALLI per Corriere.it

Un gesto naturale come quello dell’allattamento – compiuto, tra l’altro, con rispetto e discrezione – crea ancora turbamenti e riprovazioni. Nell’anno 2009, in epoca di esibizionismi senza confini, un direttore d’albergo chiede alla mamma di «nascondersi», mentre nutre il suo piccolo al seno. «Non è colpa mia se qualche cliente ha protestato», dice.

 allattamento11

Ma è la lettera al Corriere di una signora di Bergamo a segnalarci la «discriminazione» subita durante una breve vacanza a Madonna di Campiglio, sulle Dolomiti di Brenta. Poche righe per raccontare l’episodio e manifestare il suo disappunto, con una chiusa amaramente ironica: «A scanso di equivoci, accanto ai cartelli Vietato Fumare e Animali domestici ammessi, sarebbe opportuno segnalare Qui, i bambini allattati al seno non possono mangiare. Firmato, Roberta Rossini».

La rintracciamo telefonicamente e, subito, veniamo a conoscenza di qualche dettaglio in più: la nostra lettrice ha trentasei anni, è cardiologa, sposata con un collega, anch’egli specializzato in cardiologia. La coppia vive a Bergamo, ha due bimbe: la maggiore di 2 anni e mezzo, la seconda di 5 mesi. «Mio marito ed io – spiega la dottoressa – viaggiando spesso per lavoro, con le nostre bimbe al seguito nel limite del possibile, ci siamo resi conto che l’accoglienza negli alberghi standard non è molto favorevole ai più piccini.

madonna-di-campiglio

Anche per questo motivo, in vista della vacanza in montagna, avevamo selezionato un family hotel, a 4 stelle. Scelta azzeccata. L’albergo di Madonna di Campiglio si è rivelato all’altezza delle aspettative, per quanto riguarda i servizi e l’attenzione ai bambini. Poi, è accaduto quell’episodio, davvero sgradevole». «Premetto – continua la signora – che non sono un’esibizionista né una femminista spinta. Anzi. Tengo al rispetto e alla sensibilità degli altri. Dunque, ero solita allattare la piccola Bianca in camera, prima di scendere al ristorante. In due occasioni soltanto, mentre eravamo già seduti al tavolo, è capitato che la bimba si mettesse a piangere. Allora, l’ho presa in braccio e, con discrezione, l’ho allattata per pochi minuti al seno; si è addormentata, l’ho rimessa nella carrozzina». Fin qui i fatti. Le rimostranze arrivano la sera successiva.

 

«Il maitre si è avvicinato – racconta Roberta Rossini – e, con un po’ d’imbarazzo, mi ha comunicato che il direttore mi pregava di allattare altrove. Con la piccola al seno, davo fastidio a qualcuno». Da non credere, ai nostri giorni. «Siamo rimasti di stucco – osserva la dottoressa -. Tra l’altro, dopo la prima volta, non c’erano state reazioni». Fatto sta che il marito chiede spiegazioni al direttore. Risposta: «Qualche cliente si è lamentato, e dunque sua moglie d’ora in poi è pregata di allattare fuori dalla sala ristorante». La discussione si fa vivace, ma ognuno resta sulle proprie posizioni. I coniugi bergamaschi sospettano che, «dietro ai fantomatici clienti», vi sia soltanto la suscettibilità del responsabile dell’hotel. «Figurarsi – dice lei -. Quali lamentele? La seconda sera che ho allattato Bianca, accanto al nostro tavolo c’era soltanto lui, il direttore». Aggiunge: «Oggi gli hotel aprono sempre di più le porte a cani e gatti. Segno, sia chiaro, di grande civiltà. Ma non si capisce perché l’atto di allattare al seno di una madre venga considerato disdicevole». Il direttore dell’albergo di Madonna di Campiglio, interpellato dal Corriere, ribadisce la sua versione: «Ci sono state proteste, noi dobbiamo ascoltare le ragioni di tutti i clienti. In fondo, abbiamo semplicemente chiesto alla signora Rossini di spostarsi con la piccola in una saletta, a lato del ristorante».

8 commenti su “STORIE D’ESTATE. Non è più W la mamma”

  1. POLEMICA PRETESTUOSA
    Una premessa. La Signora oltre a denunciare il “caso” ha tenuto a far sapere che è una dottoressa specializzata in cardiologa, sposata ad un medico anch’egli cardiologo, che viaggiano spesso per lavoro, che hanno due bimbe di 2 anni e 5 mesi e che sono di Bergamo. Ora visto che la Signora è stata così precisina anch’io voglio precisare: la signora non è di Bergamo bensì Ciociara ed al pari della Signora sua vicina di regione, la Campania, che la scorsa settimana ha denunciato la discriminazione di cui sarebbe stato vittima a Treviso il suo figliolo a in quanto napoletano, ha perso l’occasione di tacere, giacchè il suo piagnisteo è assolutamente fuori luogo anche per il modo in cui è stato espresso, con l’arroganza di chi ritiene di avere sempre ragione («Non è colpa mia se qualche cliente ha protestato», dice) senza alcun rispetto per ogni forma di del pensiero diverso dal proprio reputando il proprio modo di pensare sicuramente quello giusto. La Signora dottoressa non era in una situazione senza alternative (per esempio in un sala d’attesa di un ambulatorio, in aereo) bensì nella sala ristorante di un albergo di tono; quindi anziché comportarsi come le zingare o le africane che ovunque si trovano tirano fuori le mammelle ed allattano, avrebbe fatto meglio trovandosi in un contesto distinto condiviso con altre persone a comportarsi con ben altro stile. Ovverossia invece di fare pacchianate, coadiuvata dal consorte medico specializzato in cardiologia, e dato che per per sua ammissione ha allattato solo per pochi minuti, all’invito del Maitre (che non ci sarebbe MAI stato se lei ed il marito, laureati, ci fossero arrivati da soli) avrebbe dovuto spostarsi con discrezione nella saletta accanto al ristorante e lì allattare la pargoletta affamata. Diversamente se non aveva voglia di alzarsi dal tavolo le sarebbe stato sufficiente, prima di accedere al ristorante, munirsi di un tiralatte e mettere il latte nel biberon. Bastava solo un po’ di buon senso.Ed a nulla vale la considerazione puerile che l’allattamento, praticato in pubblico o in privato, è un aspetto sano e naturale della quotidianità. Certo è un gesto naturalissimo, ma anche molto intimo che mette a nudo la sfera più privata; anche urinare e defecare è naturale ma mica lo facciamo davanti a tutti.PS: ultima considerazione. Una volta i genitori coi bambini piccolissimi, se ne stavano a casa, altro che vacanze! Quelli di oggi non rinunciano a nulla anche a costo di portarsi appresso bambini di pochi mesi strapazzandoli e stressandoli, senza contare il rischio di incidenti stradali, prima causa di morte ed infermità nei bambini secondo i dati dell’OMS.
    borotti@supereva.it

  2. >urinare e defecare è naturale ma mica lo facciamo davanti a tutti.

    Beh, la bimba della signora lo fa sicuramente… Ne ha diritto, così come all’allattamento in cinemascope: la cosa più bella del mondo…

    Inviterei il sig. Borotti a non recarsi mai in una chiesa in cui ci sia un’immagine della Madonna galactotrofusa: potrebbe restarne turbato, tanto assomiglia alle “zingare o le africane”!

  3. Mai avrei pensato anni fa di allattare in pubblico, visto quanto sono pudica. Ma poi, con la nascita delle mie bambine (ora rispettivamente di 2 anni e di 6 mesi) le loro priorità hanno avuto la meglio. Ci sono delle accortezze che le mamme utilizzano quando allattano in pubblico proprio per non disturbare e non esibirsi (doppia maglia, lenzuolini o fazzoletti…), ma anche chi non le adottasse, difficilmente credo che possa essere considerato offensivo del pubblico decoro.
    Può capitare di dover allattare fuori pur non andando in vacanza o rimanendo quasi sempre in casa, come suggerisce il signor Borotti, che evidentemente non ha sperimentato che con due bimbi molto piccoli tirarsi il latte e offrirlo al bimbo col biberon non è sempre una soluzione possibile, oltre che un po’ lunga e decisamente poco pratica, senza considerare che molti bimbi allattati al seno rifiutano le tettarelle artificiali. Ma non vorrei dilungarmi su questioni pratiche.
    Anch’io ritengo che ci sarebbe da scandalizzarsi per cose ben più licenziose di un bimbo allattato al seno, e per l’uso esibito e strumentalizzato che di esse viene fatto.

  4. Ma insomma, in una società che ostenta solo lati B e toppless, nudi sempre più audaci, e che fa un uso eccessivo di pornografia nonchè assenza totale di moralità, veramente stiamo a discutere se è lecito o no allattare al seno il proprio figlio??? Io, da madre, mi sono battuta ed impegnata con tutte le mie forze per allattare al seno il mio piccolo Niccolò, sono indignata della notizia nonchè dei commenti decisamente anaffettivi e privi di ogni sorta di sensibilità del sig. Borotti…..
    Credo dobbiamo recuperare l’autenticità dei sentimenti e la naturalità dei gesti, ma in mezzo a tanta finzione, capisco che sia difficile!!!!!

  5. Tanto rumore per una mamma che allatta, con tutto quello che si vede in televisione, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari, ecc.
    E poi il cliente che si è lamentato, o il direttore, vede del male in un atto così naturale; non è tanto normale.

  6. Leggendo quanto scrive il sig. Borotti, mi rendo conto che nella società di oggi si è perso di vista il vero senso della vita. Non riesco a capire come si fa ad aggredire con quelle parole una mamma che allatta il suo bambino, non riesco a comprendere come si arriva a tanta polemica.
    Forse per “alcuni” è più dolce ed amorevole vedere i lati “b” delle veline piuttosto che rimanere incantato da una piccola vita che nei suoi primi mesi di vita “poccia” dal seno della sua mamma…

    ..la sensibilità non è per tutti..sig. Borotti…

  7. GIA’ Sig. BOROTTI perche’ non si scaglia contro quell’esibizione di “DAVANZALI ” di ogni eta’ che vanno tanto di moda ora fra le donne. E cosa vigliono dire quelle parole AFRICANE e ZINGARE…… quanta cattivera. Proprio non ci siamo!!!!!!

E tu che ne pensi?