Ferrara, Berlusconi e il valzer dei valori

FERRARA
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Per difendere Berlusconi, l’intellettualmente ratzingeriano Giuliano Ferrara torna relativista.

«Chi sono io per giudicare moralmente Berlusconi?», si è appena domandato a Milano durante una manifestazione.

Peccato che il giudizio non sia sui peccati (giudizio morale) ma sui reati e che per questo ci sia un Tribunale.

In realtà Ferrara vuol dire un’altra cosa: ognuno faccia quel che vuole, senza regole giuridiche e (lo dice lui) morali.

E’ legittimo, ma

per un ratzingeriano antirelativista, che il giorno dell’elezione di Benedetto XVI cambiò la testata da IL FOGLIO a IL SOGLIO, intendendo quello pontificio e testimoniando così l’immensità della gioia per quell’elezione, affondare nel relativismo, tradendo se stesso e annate foglianti che conservo a casa e miro – ora – melanconico (carta straccia?), è orribile. Orribile. (Ma il salto mortale è degno del Circo Orfei).

Rosario Carello

ps: stimo Ferrara. Sul mio canale Youtube tengo un suo intervento mitico a Radio24 (che consiglio di risentire sempre e comunque)

Un commento su “Ferrara, Berlusconi e il valzer dei valori”

  1. Non è relativismo, ma semplice pragmatismo opportunista; è chiaro, infatti, che a Ferrara piace fare, sempre e comunque, le parti del potente che, per qualche motivo, attraversa un tratto di compromettente impopolarità. In questo si dimostra ottimo uomo di spettacolo, piazzandosi sulla cresta dell’onda e cavalcandola come meglio gli conviene. Questo fa di lui un giornalista seguito e riverito dal potere stesso, e questo, credo, sia ciò che gli interessa di più. Il suo tratto di incoerenza, almeno ai miei occhi, lo rende decisamente poco attendibile e piuttosto farsesco. Non so cosa ne pensi tu. Grazie della tua riflessione.

E tu che ne pensi?