DIBATTITO: QUESTA VOLTA POSSIAMO DIRE NO ALLA GUERRA?

Per la prima volta la nostra generazione ha un nemico che minaccia l’invasione territoriale.

Noi che da bambini credevamo che la guerra fosse una cosa del passato, che non ci avrebbe mai riguardato, e che invece poi l’abbiamo vissuta a partire da quella del Golfo (1990), ma sempre come un fatto che riguardava gli altri, oggi ci troviamo ad usare un lessico che abbiamo imparato a scuola ma per la storia.

“L’Isis è a Sirte”. “L’Isis punta su Misurata”. “Minacce dell’Isis: siamo a sud di Roma”.”Chiusa l’ambasciata italiana a Tripoli”: “Italiani in fuga”.

Ed è vero. Fuggiamo anche noi ora. Come i profughi che Salvini dice di lasciare in mare. Senza carrette, noi, ma in fuga.

Nella bella intervista di Romano Prodi, ieri, a Rainews24, rilancia la via diplomatica e quella della pace. Lo ringrazio. Sono le parole che dal 1990 a oggi ho sempre detto anch’io.

Ma questa volta, senza trasformarmi in guerrafondaio, non ho le certezza del passato. E mi domando: con chi la facciamo l’azione diplomatica? Con la Libia, che non esiste? Con l’Isis? E come si parla con l’Isis? E così, mentre la somma di errori di questi decenni ci ha portato a questo punto, per la prima volta in vita mia, mi ritrovo faccia a faccia con la necessità della guerra. E non mi piace. E siccome la guerra la faranno coetanei miei, con figli piccoli come me, e le bombe cadranno su civili innocenti, per giunta poveri e già allo stremo, mi ripeto che no, la guerra no.

Poi penso che stiamo bombardando l’Isis da tre mesi (con la coalizione internazionale), e nonostante questo sono arrivati in Libia. Allora ho un sussulto: vedi, mi dico, le armi falliscono sempre, anche quando devono fermare un’avanzata.

Cerco risposte: questa volta possiamo dire “no” alla guerra?

Un commento su “DIBATTITO: QUESTA VOLTA POSSIAMO DIRE NO ALLA GUERRA?”

  1. simplificazione facile. nessuno “vuole” la guerra. pero sempre c’é chi te la fa. capirlo é il problema.

E tu che ne pensi?